Rilevazione gas nel settore energetico

Il settore energetico rappresenta uno degli ambiti più sensibili in termini di sicurezza industriale e impatto ambientale. Dalla produzione di energia elettrica alla raffinazione degli idrocarburi, passando per l'idrogeno e il biometano, la gestione e la rilevazione dei gas pericolosi è un elemento fondamentale per proteggere persone, impianti e ambiente.

L’industria energetica è uno dei settori in cui la gestione del rischio rappresenta un elemento imprescindibile per garantire la sicurezza degli impianti e delle persone. Dalla produzione e stoccaggio del gas naturale alle raffinerie, dagli impianti per la produzione di idrogeno fino ai siti dedicati al biogas e alle biomasse, la presenza di gas infiammabili, tossici o asfissianti richiede sistemi di monitoraggio affidabili e tecnologie di rilevazione sempre più evolute.

In questo contesto, la rilevazione gas non rappresenta soltanto uno strumento di prevenzione degli incidenti, ma una componente strategica per assicurare la continuità operativa degli impianti, la conformità alle normative di sicurezza e il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale. Individuare tempestivamente anche le più piccole dispersioni significa infatti ridurre il rischio di esplosioni, proteggere gli operatori e limitare le emissioni in atmosfera, contribuendo a rendere l’intero sistema energetico più sicuro, efficiente e responsabile.

Indice

settore energetico

Il ruolo della rilevazione gas nel settore energetico

Il settore energetico comprende una vasta gamma di attività che spaziano dall’estrazione delle materie prime alla produzione, trasformazione, stoccaggio e distribuzione dell’energia. In ciascuna di queste fasi possono verificarsi rilasci accidentali di gas che, se non rilevati in tempo, rappresentano un rischio significativo per la sicurezza delle persone, degli impianti e dell’ambiente.

Le possibili dispersioni possono essere causate da guasti alle apparecchiature, usura delle tubazioni, anomalie nei processi produttivi o interventi di manutenzione. Per questo motivo, la rilevazione gas è oggi parte integrante delle strategie di sicurezza industriale e costituisce uno degli strumenti più efficaci per identificare tempestivamente situazioni di pericolo, consentendo l’attivazione automatica delle procedure di emergenza.

Le applicazioni in cui il monitoraggio dei gas riveste un ruolo fondamentale sono numerose e comprendono:

  • impianti di produzione e stoccaggio del gas naturale;
  • raffinerie e centrali termoelettriche;
  • impianti per la produzione di idrogeno e sistemi Power-to-Gas;
  • impianti di biogas e biomasse;
  • cabine di compressione, decompressione e distribuzione del gas;
  • sistemi di accumulo energetico e infrastrutture per la transizione energetica.
impianto biogas

I rischi legati ai gas: perché è fondamentale monitorarli

Nell’industria energetica possono essere presenti diverse tipologie di gas, ciascuna caratterizzata da specifici livelli di rischio. La scelta del sistema di rilevazione dipende proprio dalle proprietà del gas da monitorare e dalle condizioni operative dell’impianto.

Gas infiammabili

Gas come metano (CH₄), idrogeno (H₂) e propano (C₃H₈) sono ampiamente utilizzati nei processi di produzione, trasporto e stoccaggio dell’energia. In presenza di una perdita, possono mescolarsi con l’aria formando atmosfere potenzialmente esplosive: è sufficiente una fonte di innesco, anche minima, per provocare incendi o esplosioni con conseguenze estremamente gravi.

Tra tutti, l’idrogeno rappresenta una sfida particolarmente importante. Essendo un gas molto leggero, altamente diffusivo e caratterizzato da un ampio intervallo di infiammabilità, richiede sistemi di rilevazione progettati per garantire un monitoraggio continuo e una risposta estremamente rapida, soprattutto negli impianti dedicati alla produzione e allo stoccaggio di questo vettore energetico.

Gas tossici

Oltre ai gas infiammabili, numerosi impianti possono generare o utilizzare gas tossici, come monossido di carbonio (CO) e solfuro di idrogeno (H₂S).

Il monossido di carbonio è un gas incolore e inodore che può svilupparsi durante processi di combustione incompleta. La sua pericolosità deriva dalla capacità di legarsi all’emoglobina, riducendo il trasporto di ossigeno nel sangue e provocando rapidamente sintomi anche gravi in caso di esposizione.

Il solfuro di idrogeno, invece, è presente in diversi processi dell’industria petrolifera, del gas naturale e negli impianti di biogas. Si tratta di un gas altamente tossico che, anche a basse concentrazioni, può provocare irritazioni, perdita dei sensi e gravi danni alla salute. Inoltre, a concentrazioni elevate, può compromettere la capacità di percepirne l’odore, rendendo ancora più indispensabile l’impiego di sistemi di rilevazione automatici.

Anche le emissioni hanno un impatto

Oltre agli aspetti legati alla sicurezza, il monitoraggio dei gas assume un ruolo sempre più importante anche dal punto di vista ambientale. Gas come metano (CH₄) e anidride carbonica (CO₂) sono infatti tra i principali responsabili dell’effetto serra e vengono monitorati non solo per individuare eventuali perdite, ma anche per supportare le strategie di riduzione delle emissioni, migliorare l’efficienza degli impianti e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e decarbonizzazione.

Le tecnologie di rilevazione gas per il settore energetico

Non esiste un’unica tecnologia adatta a tutte le applicazioni. La scelta del sistema di rilevazione dipende da diversi fattori, tra cui la tipologia di gas da monitorare, le condizioni ambientali, il livello di rischio dell’impianto e le normative di riferimento.

Per garantire un monitoraggio efficace è quindi fondamentale adottare sensori progettati per rispondere alle specifiche esigenze di ciascun contesto operativo.

Tra le principali tecnologie impiegate nel settore energetico troviamo:

  • Sensori catalitici, particolarmente indicati per la rilevazione di gas infiammabili come metano, propano e idrogeno. Consentono di individuare rapidamente concentrazioni potenzialmente pericolose prima che raggiungano i limiti di esplosività.
  • Sensori elettrochimici, utilizzati per il monitoraggio di gas tossici quali monossido di carbonio (CO), solfuro di idrogeno (H₂S), ammoniaca (NH₃) e altri composti pericolosi. Offrono elevata sensibilità e precisione anche a basse concentrazioni.
  • Sensori a infrarossi (IR), ideali per ambienti particolarmente gravosi o applicazioni che richiedono elevata stabilità nel tempo. Sono spesso impiegati per la rilevazione di idrocarburi e anidride carbonica, garantendo prestazioni affidabili anche in condizioni ambientali difficili.
  • Rilevatori certificati ATEX, progettati per operare in aree con atmosfera potenzialmente esplosiva, dove la conformità normativa rappresenta un requisito imprescindibile per la sicurezza degli impianti.

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Da oltre 35 anni Sensitron sviluppa soluzioni per la rilevazione gas progettate per garantire sicurezza, affidabilità e prestazioni elevate anche negli ambienti industriali più complessi. Fondata nel 1988 in provincia di Milano e oggi parte del gruppo Halma plc, l’azienda unisce ricerca e sviluppo, esperienza sul campo e competenze normative per offrire tecnologie affidabili e conformi ai più alti standard internazionali.

I sistemi Sensitron sono progettati per rilevare gas infiammabili, tossici, refrigeranti e ossigeno e sono utilizzati in numerosi settori: industria, energia, infrastrutture, sanità, edilizia e applicazioni marine. Tutti i prodotti sono testati e certificati CE e progettati per garantire prestazioni accurate e durature nel tempo.

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    Fondata nel 1988 in provincia di Milano, Sensitron entra a far parte del gruppo Halma plc nel 2021.